(Lettera al Comando Generale)
Il Nuovo Sindacato Carabinieri constata l’accelerazione del Comando Generale sulla pianificazione del vaccino anti Covid19 per il personale dell’Arma dei Carabinieri (anche a seguito delle nostre richieste) ma non può esimersi di continuare a contribuire al processo in atto, chiedendo uno sforzo ulteriore per quanto riguarda la trasparenza su tutto il processo.
Consci che l’aspetto scientifico delle scelte debba essere nelle mani esclusive del mondo scientifico e dell’Istituto Superiore di Sanità, a tutt’oggi sono sconosciute le modalità di somministrazione del vaccino, quali vaccini siano stati previsti per le varie categorie e per le diverse fasce di età e di eventuali patologie, come funzionano gli stessi e quali possano essere gli effetti collaterali e/o controindicazioni, la logistica e il personale che sarà preposto per velocizzare l’operazione in modo da massimizzare l’efficacia, la rapidità, in modo da evitare influenze negative sulla forza effettiva e sui servizi quotidiani (vista anche l’ipotesi di eventuali reazioni cliniche del personale al vaccino),
Questa Organizzazione Sindacale vuole conoscere se nella fase pandemica che tutto il mondo sta soffrendo, l’Arma dei Carabinieri stia utilizzando tutte le forze possibili nel dispositivo di prevenzione sanitario, evitando che eventuali disposizioni anacronistiche o non aderenti a questa situazione possano intralciare la performance dei vari poli medici istituiti sul territorio nazionale. Entrando nel particolare, il NSC vuole conoscere se tutto il personale sanitario (infermieri/OSS, p.e.) sia impiegato secondo la propria natura professionale, chiedendo se corrisponde al vero che diversi Colleghi transitati nei ruoli superiori, nonostante la fase drammatica che l’Italia e l’Arma stanno vivendo, siano stati destinati alla territoriale in forza a disposizioni che l’emergenza pandemica dovrebbe far immediatamente rivedere per utilizzare gli stessi per le conoscenze professionali che possiedono e nel sistema sanitario interno, aumentando la possibilità operativa dello strumento sanitario.
Tra l’altro chiediamo di conoscere se, in una ottica di ottimizzazione del personale, non sia possibile re-impiegare la forza impiegata nei centri diagnostici di supporto al sistema sanitario nazionale, ormai in grado logisticamente di affrontare questa criticità, per costruire centri unici di vaccinazione potenziati, rendendoli operativamente più capaci in ordine di velocità di somministrazione (sarebbe controproducente, in un’ottica numerica di prestazioni, frammentare i futuri poli vaccinali in più sedi, anche nella stessa città).
Questa Organizzazione Sindacale è sempre a disposizione, per tutelare la sicurezza di tutti i Carabinieri

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