L’attività sindacale, questa sconosciuta ai militari, sta sempre più prendendo forma, anche se manca ancora una norma che ne delinei le relazioni tra amministrazione e organizzazioni sindacali: infatti, i diritti sono già stati sanciti dalla famosa sentenza della Corte Costituzionale e non debbono essere normati.

Tant’è che dobbiamo registrare anche i primi “rigurgiti” di chi alla militarità vorrebbe continuare a demandare la propria autorevolezza, come se non sapesse che questa dipende da ben altri valori! Ci riferiamo, in particolar modo, a quanto accaduto nei giorni scorsi a Milano, all’interno della Caserma “Medici” sede del 3° Reggimento, durante un’adunata di personale da impiegare in Ordine Pubblico, allorquando il preposto Comandante si sia lasciato andare ad invettive ed offese nei confronti dei sindacalisti e del personale sindacalizzato, minacciando ritorsioni anche operative, in quanto “lui” (e solo lui, verrebbe da dire …) comanda sui suoi uomini … Il prevaricatore, evidentemente, è in pieno delirio di onnipotenza e ci auguriamo, soprattutto per lui, che mai abbia bisogno di rivolgersi ad un sindacato per tutelare le sue prerogative o i suoi diritti!

Ma se la questione può apparire singolare, dobbiamo invece registrare come un certo fermento, che si esplicita in maniera più o meno subdola, stia ormai strisciando tra i Comandi dell’Arma, e di questo non possiamo che stigmatizzare e condannare ogni qualsivoglia espressione!

Ma riteniamo ben più importante l’atteggiamento del Comando Generale (al quale abbiamo debitamente segnalato l’episodio) che, avendo tenuto finora una posizione alquanto pilatesca, dovrebbe improntare la sua azione verso una forma di rispetto maggiore nei confronti delle rappresentanze sociali (sappiamo che questo termine farà rigirare più di qualche intestino, ma quest’è!) che, giova ricordarlo, sono costituzionalmente garantite!

A chi gioverebbe alimentare un clima di ritorsioni e ripercussioni, con denunce e controdenunce, di vago ricordo cameratesco, dove il “più forte” (o presunto tale) tedia il “più debole” (o presunto tale), che a sua volta si ribella?

Piaccia o no, le organizzazioni sindacali sono una realtà e d’ora in avanti la Benemerita dovrà tenerne conto! Prima si adegua ad una stagione di confronto e dialogo, nel rispetto delle competenze, e meglio sarà per tutti ma principalmente proprio per quei Comandi che dovrebbero garantire terzietà e correttezza!

Per quanto riguarda il Nuovo Sindacato Carabinieri, statene pur certi colleghi, non ci tireremo indietro mai laddove ravvedesse interessi e diritti calpestati, come abbiamo fin qui dimostrato (leggasi questione tatuaggi!), cercando di portare il diritto sindacale fin nei Reparti più isolati e tra quel personale considerato più debole, garantendo la propria presenza e la propria competenza, come la situazione richiede!

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