logo-nscNewsletter, vogliamo comunicare così le nostre iniziative a tutti voi, colleghi, a cui sono rivolte, perché è importante agire ma è determinante anche comunicare, far conoscere, divulgare! Soprattutto in un’amministrazione come la nostra, bravissima nel comunicare all’esterno ma poco propensa alla divulgazione di notizie “interne”.

Esce oggi (e non a caso), quindi, il primo di numerose altre pagine con cui il Nuovo Sindacato Carabinieri, il #SindacatodelCarabiniere, informerà sulle proprie iniziative i tanti colleghi che già ci seguono numerosi sui social, dandovi appuntamento, per conoscerci ancora meglio, ai vari incontri locali che organizzeremo non appena le condizioni lo consentiranno. Iniziamo con alcuni dei temi che abbiamo trattato da quando siamo nati, con l’auspicio che ci seguirete costantemente e ci consiglierete su cosa e come migliorare, perché il Nuovo Sindacato Carabinieri è soprattutto vostro!

UNIFORMI –

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ribadisce la necessità di adeguare le uniformi di servizio alle esigenze operative che vedono tutto il personale coinvolto nella routine quotidiana sull’esempio delle altre forze di polizia italiane e europee. Chiaramente il concetto di giacca, cravatta e bandoliera è ormai anacronistico ed ergonomicamente pericoloso. Prendendo ad esempio la Gendarmeria Francese (con una tradizione simile alla nostra) si può senz’altro constatare come l’adozione di tee-shirt, felpe, giubbetti e pantaloni tecnici, rispondano non solo a una perfetta mobilità ma anche a una aumentata efficienza e indiscutibile capacità operativa. NSC chiede al Comandante Generale di superare in tempi rapidi la oggettiva obsolescenza operativa ed ergonomica delle attuali uniformi di servizio in una chiave moderna e vicina alle esigenze del personale. Crediamo sia arrivato il tempo di abbandonare fasi di test eterne senza mai giungere a qualcosa che sia veramente dettato da criteri di ergonomia e di comfort.

CENTRALI OPERATIVE –

L’apporto delle C.O. alla attività della territoriale, non solo quella esterna, è indubbio (solo per esempio: raccolta e gestione delle emergenze, coordinamento delle pattuglie sul territorio per la routine o per qualsiasi evento criminoso o di diversa natura, accertamenti sdi, collegamenti con la magistratura, sanità, protezione civile, e tutti quegli enti che ogni intervento richiede), un apporto che non è mai stato tangibilmente riconosciuto.

L’azione esterna sarebbe impossibile senza il contributo delle Centrali Operative; non riconoscere gli stessi trattamenti è una mancanza di attenzione che dura da troppo tempo.

Tra l’altro, la maggiore causa della deficienza organica cronica delle C.O., e del difficile reperimento di personale che prenda in considerazione l’impiego nelle stesse, è proprio nel non adeguato trattamento economico che causa, a catena, anche il rigetto delle richieste di trasferimento di quel personale che opera da decenni nei 112 e vorrebbe cambiare tipologia di impiego (studi scientifici hanno ampiamente provato il conseguente peso psico-fisico che grava sui lavoratori turnisti).

NSC apprezza il tentativo del Comando Generale effettuato tramite l’attribuzione nel FESI di una compensazione specifica per il 2019, ma secondo questo Sindacato è necessario, inderogabilmente urgente attribuire al personale impiegato nelle Centrali Operative una indennità giornaliera strutturata che non sia minore a quella prevista per i servizi esterni, oltre a continuare a prevedere nel FESI una attribuzione economica specifica che certifichi quella capacità e responsabilità di coordinamento e gestione delle emergenze che sono tipiche di questo specifico settore.

COVID 19 –

(test sierologici per il personale e dpi)

Il Nuovo Sindacato Carabinieri, incrociando i dati della popolazione (ISTAT) e quelli relativi al COVID 19 (ISS), ha fornito al Comando Generale alcuni spunti di riflessione incentrati sul dato allarmante che i Carabinieri risultano essere la classe sociale più esposta alla possibilità di contagio (la lettera ha fornito diversi numeri, qui ci limitiamo a ricordare il dato drammatico relativo ai decessi nella fascia 20-59 anni che per la popolazione italiana è di 3,6 ogni 100 mila, mentre per i Carabinieri è di 9).

NSC ha chiesto al Comandante Generale la totale trasparenza sui dati (suddivisi per province, regioni, e per ogni suddivisione interna di ruoli e strutture) e un intervento risolutivo e inequivocabile nel far utilizzare i DPI sempre e senza condizioni (purtroppo ci sono ancora dei responsabili di Reparto che ostacolano la fornitura in donazione di DPI nonché la messa in atto delle procedure imposte dai pacchetti d’ordine del Comando Generale, p.e.: controllo temperature, sanificazione autoveicoli e ambienti, secondo interpretazioni che vanno contro la tutela della salute dei Carabinieri).

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha chiesto al Comandante Generale di farsi promotore di una richiesta immediata al Ministero della Salute per la somministrazione del test sierologico a tutti i Carabinieri d’Italia, di tutti i Reparti (inclusi quelli dislocati all’estero e/o in strutture internazionali, dove catene di comando estranee all’Arma dei Carabinieri stanno ignorando le richieste dei Colleghi per l’adozione di strumenti di protezione e di prevenzione, dai semplici DPI al sottoporsi ai test nelle regioni dove già loro Colleghi hanno usufruito del servizio).

Non si possono aspettare azioni delle regioni amministrative, alcune delle quali hanno già generosamente consentito i test, come richiesto dalle nostre segreterie locali.

(recepite da quasi tutte le Regioni amministrative, che in sinergia con le nostre infermerie stanno portando avanti i controlli)

EMERGENZA COVID 19 –

(problematiche relative ai permessi per le esigenze famigliari)

L’organizzazione dell’Arma territoriale per sua natura non può essere svolta in Smart working, salvo incarichi prettamente di ufficio. Le famiglie, soprattutto quelle composte da moglie e marito che vestono entrambi l’uniforme, sono costrette a trovare soluzioni alternative, quando non hanno il supporto delle famiglie.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri, nel quadro della tutela dei diritti e pioniere nel trattare queste tematiche, ha scritto al Ministero della Difesa ed al Comandante Generale per sensibilizzare sull’importanza di estendere i benefici relativi a congedi parentali, bonus baby sitting e permessi connessi alla legge 104, quando ancora vi era incertezza su quanto avrebbe disposto il Governo in tal senso.

Il fine è quello di garantire l’esercizio del diritto alla genitorialità: con la giusta serenità familiare, sarà garantito l’espletamento del servizio d’istituto evitando il ricorrere ad altri tipi di assenze che finirebbero per minare l’organizzazione e la serenità nei Reparti.

È necessaria la giusta sensibilità dei Comandanti e dei Responsabili dei Reparti, a tutti i livelli, nell’organizzare i turni anche su base bisettimanale, tenendo conto delle esigenze familiari dei propri collaboratori. Così facendo, sarà garantito anche l’altro imprescindibile obiettivo dell’Arma dei Carabinieri, ovvero la sicurezza dei cittadini.

(richiesta recepita dal Comando Generale, che ha disciplinato con circolari mirate)

PACCHETTI D’ORDINE DEL COMANDO GENERALE –

(Problematiche relative alle interpretazioni)

Sin dalle fasi iniziali della gestione emergenza da parte del Comando Generale abbiamo assistito alla emissione di diversi pacchetti d’ordini che hanno incontrato in diverse province e regioni dei problemi di interpretazione che hanno esposto inutilmente i Carabinieri a rischio contagio attraverso una gestione superficiale, che ha provocato malumori e profonde spaccature tra il personale e quei Comandanti che hanno inteso il loro ruolo fuori dalla unica ottica possibile: la tutela del personale.

NSC ha provveduto, attraverso i segretari provinciali e regionali, a intervenire prontamente denunciando le incongruenze tra gli ordini impartiti e le azioni reali sul territorio (protezione e sicurezza sul lavoro, permessi previsti dai decreti e recepiti da SMD e Comando Generale, tanto per citare alcuni esempi).

Questa emergenza ha fortificato in tutto il personale la profonda convinzione che senza la corretta azione sindacale di denuncia, insieme all’operato di diversi Comandanti “illuminati” per risolvere le criticità segnalate, non si sarebbero raggiunti parametri di efficienza e di sicurezza in tutta la penisola.

CESSIONI VOLONTARIE DI LICENZE E/O RIPOSI –

Il Parlamento – in sede di conversione del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 mediante legge 24 aprile 2020, n. 27 – ha introdotto l’importantissima norma in oggetto, esplicitamente connessa con l’emergenza epidemiologica da Covid-19, applicata temporaneamente fino al 30 settembre 2020, la quale prevede che i dipendenti di tutte le amministrazioni, «possono cedere, in tutto o in parte, i riposi e le ferie maturati fino al 31 dicembre 2019 ad altro dipendente della medesima amministrazione di appartenenza, senza distinzione tra le diverse categorie di inquadramento o ai diversi profili posseduti», purché la cessione – che deve rispettare i termini temporali previsti per la fruizione delle ferie pregresse, essere a titolo gratuito, non essere sottoposta a condizione o termine e non è revocabile – avvenga in forma scritta, venendo comunicata al dirigente del dipendente cedente e a quello del dipendente ricevente.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha segnalato al Comando Generale che diversi Comandanti non stanno dando attuazione alla norma, minando un diritto che non prevede valutazioni dirigenziali né particolari difficoltà applicative in ordine alla sussistenza delle particolari esigenze di chi intende beneficiare di questo istituto transitorio ed emergenziale, invitandolo ad emettere immediatamente una circolare per dissipare dubbi a chi non riesce ad applicare normative già efficaci ai sensi delle leggi.

(richiesta recepita dal Comando Generale, che ha disciplinato con circolari mirate)

CONSIDERAZIONI FINALI –

Il personale ha compreso l’importanza della esistenza dei sindacati militari, di una parte realmente terza, indipendente funzionalmente e finanziariamente, pronta ad “ASCOLTARE” i Colleghi in trasparenza e senza quei retaggi antichi che hanno creato solo disaffezione al sistema e distacco da quelle catene di comando che non hanno evidenziato una reale intenzione di tutela del personale.

Chiaramente, in una ottica di diniego degli Stati Maggiori che non vogliono riconoscerci nonostante la sentenza della Corte Costituzionale ci attribuisce le stesse prerogative della rappresentanza militare, non abbiamo bisogno di risposte ufficiali ma di azioni che vadano nella direzione del benessere del personale; cosi è avvenuto con i continui miglioramenti dei pacchetti d’ordine durante l’emergenza pandemica, e con l’emissione delle disposizioni che recepivano le leggi e i decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche dietro le nostre sollecitazioni.

NSC ha fatto una scelta importante, dall’inizio.

Abbiamo deciso di non avere come dirigenti sindacali chi ha qualsiasi ruolo nella rappresentanza militare, proprio per il riconosciuto fallimento dello strumento e delle ipocrisie evidenziate da diversi comportamenti e azioni, che collidono con una reale ed efficace tutela del personale. Non si può andare a braccetto degli stati maggiori e allo stesso tempo considerarsi dei sindacalisti.

Non si può fare sindacato in silenzio, è un ossimoro, una presa in giro verso i Colleghi. Il sindacato deve essere terzo, indipendente (come ricorda l’art. 17 dello Statuto dei Lavoratori)

I dirigenti sindacali del Nuovo Sindacato Carabinieri, con un sacrificio notevole di tempo e risorse economiche personali, oltre effettuare il servizio istituzionale quotidiano, hanno contribuito nel costruire quella “serenità” necessaria per svolgere la nostra delicata professione nella nostra routine quotidiana, sconvolta da questa emergenza e che ci ha visti vicini al Popolo, come sempre.Anche L’Arma dei Carabinieri, piangendo i suoi Colleghi deceduti per colpa di questo virus, dovrà riorganizzarsi e fare i conti con quelle criticità che hanno evidenziato diverse inadeguatezze. Lo dovrà fare se vuole continuare a essere quel punto di riferimento che è sempre stato per la Gente. Ma non potrà farlo se non rimette al centro le necessità, logistiche, operative e di reale tutela, di chi è sulla strada tutti i giorni, portando il peso di doverla rappresentare.Noi, intanto, continueremo nella nostra azione sindacale, per tutelare i diritti di Tutti.

Sicuramente ci sarà bisogno di tutte le parti sociali nei tavoli che si apriranno ovunque, nel nostro Paese, per riorganizzare i vari settori strategici e operativi, incluse le Forze dell’Ordine. Chi si ostina a non accettare il ruolo che possono avere i sindacati (soprattutto quelli militari) per ricostruire e consolidare la struttura sociale e pubblica, logorata dalla emergenza in atto, fa del male all’affidabilità e alla funzionalità dello Stato, e quindi al Popolo.

Noi siamo pronti a collaborare, in maniera assolutamente costruttiva, contro quel sistema fondato sulle discrezionalità che ostacola una vera tutela dei diritti.

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