LICENZE ORDINARIE NON CONCESSE A CHI RIFIUTA DI DIRE COSA DEVE FARE CON LE PROPRIE FERIE.

RECUPERI RIPOSI SETTIMANALI ATTRIBUITI D’UFFICIO SENZA PROGRAMMAZIONE O PEGGIO CANCELLATI PERCHE’ SCADUTI DOPO 4 SETTIMANE.

Il Segretario Generale del Nuovo Sindacato Carabinieri Massimiliano Zetti, rende noto che – “questa O.S dopo essersi occupata di licenze ordinarie non concesse a chi rifiutava di dire i motivi della richiesta di fruizione, dopo i tentativi di cancellazione dei recuperi riposo accaduti a Milano, è è venuta a conoscenza che, nell’ambito del NORM della Compagnia di Senigallia, vi sarebbe la cattiva consuetudine di collocare, il personale dipendente, a riposo “d’ufficio” con particolare riferimento ai recuperi riposo.
A quanto pare tale condotta, secondo quel Comandante, trova legittimazione nell’errata convinzione che i recuperi riposo più vecchi di 4 settimane vadano persi o, peggio, scadano.” “Giova ricordare”, prosegue Zetti – “che dopo il caso di qualche giorno fa circa analoga violazione dei diritti fondamentali previsti dalla Costituzione della Repubblica, che riguardava alcuni Comandanti appartenenti al 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” che credevano che i riposi potessero essere persi, evidentemente tratti in inganno da un Cobar non bene informato sulla normativa vigente, adesso tocca occuparci di un fatto che accade nella Legione Marche, presso la Compagnia Carabinieri di Senigallia.”
“La situazione ha dell’incredibile e desta preoccupazione – afferma Zetti” – in quanto questa continua violazione di diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, non fa altro che essere la prova della necessità di avere referenti sindacali in ogni più piccolo sperduto comando d’Italia e la dice tutta sulla necessità della presenza di un Sindacato che vigila sul rispetto dei diritti basilari dei Carabinieri. Sembra assurdo che, nel 2020, vi siano Comandanti che ancora non hanno recepito o ignorano il fatto che il termine “delle 4 settimane” è posto in capo all’Amministrazione e a loro stessi, avendo l’obbligo di far fruire il riposo al personale alle loro dipendenze senza indugiare o differire oltre. Non è, dunque, il termine per decretare la perdita definitiva del riposo né tanto meno giustificazione per assegnarli “d’ufficio”.
“Al fine di sfatare una volta per tutte la leggenda metropolitana che vede i riposi scadere (neanche fossero yogurt) e onde evitare l’ulteriore propagarsi della mitologica “data di scadenza”, abbiamo chiesto – conclude Zetti – che il Comando Generale si attivi al fine di prevedere un “refresh” in favore dei vari Comandanti sull’argomento, con particolare riguardo alla disposizione del CGA -I reparto-SM Ufficio Ordinamento, avente prot.llo 90/277-1962 del 30.04.2015, facendo dei veri corsi di ricondizionamento e/o indottrinamento sul tema specifico.

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