NSC Segreteria Provinciale Viterbo

In momenti di crisi e difficoltà economica per l’intero Paese assistiamo inermi a decisioni irragionevoli che rischiano di danneggiare le finanze dei nostri dicasteri.

Veniamo a conoscenza di un fatto molto grave, che riteniamo di dover sottoporre all’attenzione dell’Autorità preposta al controllo amministrativo. Se riscontrato, e non abbiamo dubbi sulla genuinità dei documenti ricevuti, sarebbe un gravoso dispendio di denaro pubblico, in forte contrasto con la spending review. Non possiamo permettere sperperi dei fondi di qualsivoglia capitolato.

Il nodo della questione in argomento si chiama “INTERCEPTOR”, un applicativo progettato e realizzato da un appartenente alle FF.OO. che negli anni si è palesato uno strumento di altissima potenzialità ed efficienza. Un software indispensabile per le Forze dell’Ordine che, impegnate su deleghe di indagine dalle varie Procure Italiane, hanno la necessità di elaborare, incrociare e geo-localizzare il traffico dei tabulati telefonici.

Il programma, per il cui utilizzo non è richiesta alcuna installazione ma solo una configurazione (a parte una libreria facoltativa per report), costantemente testato e aggiornato negli anni, è utilizzato ad oggi dalla totalità delle Forze di Polizia quali, CARABINIERI, POLIZIA DI STATO, GUARDIA DI FINANZA, POLIZIA PENITENZIARIA E POLIZIE LOCALI.

INTERCEPTOR è gestito e costantemente aggiornato dall’ideatore, un appartenente all’Arma dei Carabinieri che per tutta la carriera è stato impiegato solo ed esclusivamente in attività di Polizia Giudiziaria. Per il continuo sviluppo del software costui ha sempre utilizzato il tempo libero e mai orari di servizio, sebbene il software venisse utilizzato il tal senso.

Nel corso degli anni l’utilizzo dell’applicativo è stato concesso (e lo è tutt’ora) GRATUITAMENTE, a tutti gli organi di P.G. interforze che ne hanno fatto richiesta allo scopo di contenere le spese di giustizia. Infatti, l’utilizzo di applicativi analoghi, da alcuni anni indispensabili per il buon esito delle indagini delegate dall’A.G., è possibile solo in due circostanze, ossia:

  1. Acquisto di licenze da società private con approvazione dei vertici degli uffici telematici delle Forze di Polizia per cifre che ammontano a circa 10.000 euro annuali per ogni singola licenza e che per tale ragione vengono distribuiti a pochi comandi/reparti, i quali conseguentemente non sono sempre in grado di soddisfare le molteplici richieste da parte dell’A.G.;

  2. Noleggio pagato dalle Procure, su richiesta degli organi di P.G. (ai quali non è stata concessa alcuna licenza di cui sopra), di analogo software in favore di società private, il cui costo, per ogni singolo procedimento penale, ammonta, iva compresa, a circa € 300 il primo giorno ed € 50 (al gg) per i giorni a seguire.

Orbene, è difficile comprendere quale sia il motivo o l’interesse del Comando Generale dei Carabinieri che, senza un’apparente ragione, ha prima impedito ai militari dell’Arma il download degli aggiornamenti dell’applicativo INTERCEPTOR da un sito interno della rete Arma e poi, analogamente, dal sito “HTTPS”1 con accesso controllato e con dati dell’applicativo crittografati.

In particolare, l’anzidetta interruzione del servizio è avvenuta improvvisamente e senza nemmeno interpellare l’autore, al quale il C.G. avrebbe potuto quantomeno richiedere eventuali adattamenti software (ivi compreso l’adattamento dell’applicativo in modalità local, volendo anche con autenticazione hardware, che avrebbe anche ovviato ad ipotizzate lacune di rete ad oggi, tra l’altro, mai riscontrate in ambito nazionale).

Peraltro, il Comando Generale in pochissimi giorni ha emanato una circolare disponendo l’immediata rimozione e vietando di fatto l’utilizzo dell’applicativo ai militari dell’Arma, sebbene, tempo addietro, risulti essere stata chiesta dall’autore l’autorizzazione allo stesso, per l’utilizzo del software e la conseguente distribuzione in forma gratuita al personale Arma. In tale occasione, il Comando Generale avrebbe anche proceduto all’esame tecnico dell’applicativo che comunque, oltre ad essere utilizzato esclusivamente nella rete intranet Arma, negli anni ha dimostrato la sua affidabilità per quanto attiene la sicurezza dei dati e senza che nessuna anomalia sia emersa in tale senso ad oggi.

E’ opportuno e doveroso rappresentare che soltanto nell’Arma dei Carabinieri, INTERCEPTOR era utilizzato fino a qualche settimana fa da migliaia di utenti in forza a diverse centinaia di comandi quali Compagnie, Stazioni, Nuclei Investigativi e svariati altri reparti distaccati anche presso altri dicasteri. Alcuni di questi colleghi, da quanto ci risulta, ad oggi, per l’analisi dei tabulati, e con non poco imbarazzo, vengono convogliati presso comandi della Polizia Locale e della Polizia di Stato, allo scopo di utilizzare a costo zero e senza gravare sul bilancio della giustizia, l’applicativo predisposto da un militare dell’Arma.

La versatilità del programma a dire di tantissimi operatori era data dalla facilità di utilizzo e dalla possibilità di eseguire, da parte di tutti e senza esclusione di alcuno, analisi/incroci/tracciamento dei dati in forma approfondita e veloce. Tutto questo a costo di € 0,00 (ZERO) per l’amministrazione Giustizia e Arma Carabinieri.

Ci risulta inoltre che l’autore abbia garantito la disponibilità e l’aggiornamento del software in forma gratuita vita natural durante, ovvero anche nel periodo di quiescenza. Probabilmente qualcosa non è andato per il verso giusto e non ha soddisfatto le aspettative dei vertici dell’Arma. Ci risulta che il militare, che non ha mai preteso un soldo, sebbene abbia impiegato solo il suo tempo libero per lo sviluppo del programma, abbia addirittura concesso al C.G. la disponibilità di cessione del codice sorgente post mortem. Ma anche questa opportunità, sempre a costo ZERO, sembra non sia servita a consentire ai colleghi di utilizzare l’applicativo come strumento di ausilio alle indagini.

Non possiamo che rimanere sbalorditi ed increduli soprattutto dopo aver appreso ed avuto contezza delle cifre di acquisto e noleggio sopra riportate.

Per concludere, sorge spontanea una domanda: “perché tutto questo interesse a voler eliminare dal mercato un potente strumento a costo zero per poi sottoscrivere contratti a pagamento di somme non esigue ai danni dello stato e quindi di tutti noi ?”

Siamo fiduciosi in un autorevole intervento e soprattutto dell’apertura immediata di un procedimento da parte della Procura Regionale per il Lazio presso la Corte dei Conti di Roma, via A. Baiamonti 25 (lazio.procura@corteconticert.it), alla quale trasmettiamo per la competenza del caso la presente ricostruzione con preghiera di voler disporre, per la conseguente istruttoria in materia di acquisto/noleggio da società private di software adibiti all’analisi dei tabulati telefonici, tutti gli accertamenti di rito, oltre all’acquisizione, presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, di tutti gli atti relativi a procedure negoziate anche senza prevista pubblicazione di un bando di gara, con particolare riferimento a quelle eseguite nel periodo successivo alla data in cui il C.G. è venuto ufficialmente a conoscenza dell’esistenza dell’applicativo in argomento a seguito dell’esame tecnico.

Certo di una autorevole azione, si porgono i più distinti saluti.

La Segreteria Provinciale di Viterbo

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