Cosa e come le Amministrazioni militari dovrebbero fare per contrastare il fenomeno.

Non è mai facile parlare di suicidi, soprattutto in un’epoca come quella che sta segnando la nostra generazione, quella del COVID-19, dove i disagi sociali vengono inevitabilmente amplificati da un virus che ha causato migliaia di morti e dagli isolamenti forzati connessi al suo contrasto.

Ma i suicidi nelle Forze dell’Ordine c’erano anche prima del virus, sempre nel quasi assoluto silenzio dei media e, comunque, con il consueto “distacco” delle Amministrazioni.

Eccolo, uno dei del problemi, proprio in questa mancanza da parte delle singole Amministrazioni di saper cogliere quei segnali di disagio che il Personale mostra, che molto spesso vengono trasmessi come un ultimo grido di disperazione. La poca attenzione di chi dovrebbe gestire il personale correlata all’altra micidiale circostanza, quella della “disponibilità” immediata di un’arma, capace di risolvere in un solo colpo tutti i problemi, fanno si che il popolo in uniforme sia tra quelli più colpiti dal fenomeno suicidi!

Certo, l’epoca che viviamo non aiuta, soprattutto quando l’apparire viene prima dell’essere, dove i social si sono sostituiti alle balere, dove le famiglie non sono più punto di riferimento, tutto questo non aiuta. Ma proprio per questo gli apparati della Sicurezza dovrebbero prestare maggiori attenzioni ai bisogni del proprio Personale, concedere maggiore flessibilità a regole troppo spesso dettate da una militarità ormai superata, fine a se stessa o, peggio, gratificante per qualche Capo ufficio e la sua smania di “comando”!

Le statistiche (che per brevità non riporterò) ci dicono che non c’è stato un incremento sostanziale dei suicidi negli ultimi anni, a differenza di quello che si crede; oggi, semplicemente, c’è una più capillare divulgazione, almeno negli ambienti lavorativi (perché come dicevamo prima, il suicidio di un militare difficilmente occupa le prime pagine). Le percentuali sono più o meno sempre le stesse, proprio perché il disagio (lavorativo, sociale ed economico) è sempre lo stesso, da anni ormai e le sue vittime sono quelle che da sole non ce la fanno, che vivono di flebili equilibri, messi in discussione anche da un semplice imprevisto.

La mancanza di una rappresentanza sindacale nei militari ha precluso la possibilità di intercettare tale disagio, ha limitato la possibilità di correggere le ingiustizie, la capacità di relazionarsi meglio e di più: non sto dicendo che la mancanza dei sindacati contribuisca all’aumento dei suicidi, ma certamente le tante peculiarità sindacali creerebbero un volano di iniziative, innovazioni, evoluzioni che gioverebbero alla crescita, professionale e personale: istituire un tavolo di confronto permanente tra Amministrazioni militari ed organizzazioni sindacali, creare un settore che possa analizzare il problema connesso alle peculiarità dell’uniforme, incentivare l’ausilio degli psicologi, magari introducendo un vero e proprio ruolo, sono solo alcune delle soluzioni che fin da subito andrebbero adottate, se lo si volesse.

Ma i “Palazzi” vanno in direzioni opposte, rifiutando la realtà, adducendo problematiche personali e familiari come giustificazione, favorendo l’omertà e nascondendo le debolezze: tutto questo non potrà di certo migliorare la già grave situazione, sperando che non la peggiori!

Noi, come Nuovo Sindacato Carabinieri abbiamo voluto fin dalla nostra nascita fare dell’attenzione ai più “deboli” una caratteristica fondante del nostro sodalizio, istituendo un servizio coordinato con una valente e stimata psicologa, la Dott.ssa Alessandra D’Alessio, che collabora con le tante iniziative che solo l’emergenza COVID-19 ha rallentato ma che presto torneremo a proporre alle colleghe ed ai colleghi in uniforme, perché solo migliorando il loro benessere potremo avere persone più equilibrate e Amministrazioni più efficaci!

Pubblicato su Divise Mag

Su questo sito Web utilizziamo strumenti proprietari o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report sull’ utilizzo della navigazione (cookie statistici). Noi utilizziamo direttamente cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policyl