Questa Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza da organi di stampa e da una nota della sigla sindacale USB dei Vigili del Fuoco, la possibilità di utilizzo, nella prossima campagna estiva antincendio boschivo, di mezzi aeronautici dei VVF con equipaggi misti, anche con appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Dalla citata nota si evince che il Comando Generale abbia partecipato ad incontri tecnici propedeutici a tale attività. In considerazione di ciò, al Nuovo Sindacato Carabinieri preme sottolineare una serie di problematiche operative nonché giuridiche, alle quali sarebbe opportuno dare risposta prima che gli eventuali accordi abbiano termine.

Va sottolineato, in premessa, il quadro scaturito dalla c.d. Riforma Madia (D.Lgs. 177/2016) che, nello smembrare il Corpo forestale dello Stato, ha attribuito, tra le altre, le funzioni di antincendio boschivo ai VVF, trasferendo uomini, mezzi e risorse finanziarie attinenti a tali funzioni. Ipotizzare, quindi, che a tre anni dalla riforma (che avrebbe dovuto essere migliorativa, altrimenti perché farla?!), lo Stato, o chi per lui, non sia ancora riuscito ad organizzare adeguatamente una problematica come quella dell’antincendio boschivo, sarebbe veramente deludente. Ma, delle due, l’una: o la riforma era sbagliata (e questo è il pensiero di molti) o le articolazioni dello Stato non hanno saputo cogliere lo spirito riformista della legge Madia!

Infatti, non stiamo parlando di pochi soldi (dei contribuenti) ma di milioni di euro che ogni anno vengono spesi per garantire una delle emergenze più disastrose del nostro Bel Paese, con i quali si sarebbe dovuto predisporre un servizio di prevenzione ben diverso dagli standard degli ultimi tre anni!

Dal lato tecnico, inoltre, le perplessità, se possibile, preoccupano ancor di più, anche perché interessano direttamente il Personale. Per brevità testuale, facciamo riferimento alle categorie normative aeronautiche coinvolte: quelle civili, che fanno capo all’ENAC – Ente nazionale Aviazione Civile (ovvero normative EASA europee) e quelle militari, che fanno Capo ad ARMAEREO (ed in Europa, ora, alla European Defence Agency – E.D.Aa, nata per standardizzare il settore militare aereo europeo a quello civile aeronautico europeo). A queste, abbiamo verificato che se n’è aggiunta una terza … quella dei VVF, che, sulla scorta degli artt. dal 734 al 748 del Codice della navigazione, hanno elevato la propria struttura ad autorità aeronautica (Decreto Ministero Interno del 10/12/2012), supportandola con una convenzione ENAC e diventando un “unicum” a livello italiano ed europeo.

Va evidenziato, infatti, che le citate normative hanno procedure per il rilascio delle licenze di pilotaggio e di manutenzione del tutto diverse tra loro e, di conseguenza, diversi manuali di addestramento, operativi e di impiego. Formare piloti ed equipaggio in maniera adeguata, richiede tempo ed investimenti, è ovvio. Ora, però, noi sappiamo (come riportato anche nella nota dell’USB VVF) che il personale ex CFS transitato nei VVF, dopo tre anni, non è ancora stato “standardizzato”; sarebbe opportuno sapere, vista anche la mole e la complessità dei manuali, come l’Arma possa standardizzare il proprio Personale per un eventuale impiego, su normative del tutto nuove ed inedite, su elicotteri, né civili né militari ma con normativa a parte, in poco meno di 50 giorni!

E non stiamo parlando di cose di poco conto! Si pensi alla manutenzione (che in campo aeronautico è importantissima): quella dell’eventuale elicottero dei VVF assegnato all’Arma, da chi verrebbe effettuata? e con quali normative di riferimento? come potrebbe un tecnico Arma con certificazione Arma (C1, C2, ecc.) e senza MLMA, fare il “check giornaliero” e mandare in volo un elicottero, AB412, dei VVF?? Riteniamo, inoltre, che, qualora il Personale Arma, seppur tecnico, venisse impiegato come operatore su un mezzo VVF, dovrebbe necessariamente fare un “corso macchina” per differenze o un “recurrent training” sugli AB412 dei VVF, che sono diversi da quelli militari, per standardizzarsi sulle procedure!

Tempi lunghi che dovrebbero anche tener conto che l’Arma non ha mai svolto mansioni di antincendio boschivo con gli AB412, non possiede i ganci sui propri elicotteri per operazioni al gancio e gli elicotteri ex CFS ne sono sprovvisti, ai quali, per giunta, sono stati smontati anche gli specchi fissi (molto utili in attività di antincendio boschivo ed operazioni al gancio). Per non parlare della mancanza di secchi per tali macchine, essendo stati trasferiti tutti ai VVF a seguito del Decreto Interministeriale di trasferimento dei beni, scaturito dal D.Lsg. n.177/2016!

Come si può facilmente dedurre, le nostre preoccupazioni per la sicurezza degli equipaggi di volo sono concrete e reali, non facili da superare, non in tempi brevissimi! La prospettiva di un’estate “calda” sotto ogni punto di vista, è più che mai realistica e le “difficoltà” fin qui palesate dal Dipartimento dei VVF non possono coinvolgere anche altre pubbliche amministrazioni. Ma la nostra principale preoccupazione rimane quella della sicurezza del Personale che verrà impiegato in questa avventurosa operazione, tesa più a giustificare che non a risolvere! E sappiamo bene che, qualora ciò trovasse conferma, i primi a trovarsi in serie (e pericolose) condizioni sarebbero proprio quegli equipaggi coinvolti in tale operatività!

Ecco perché, a conclusione di questa breve disamina, chiediamo di non coinvolgere il Personale Arma in questa operazione di “partnership” che sembrerebbe già avviata, evitando l’impiego nelle peculiarità dei voli in attività di antincendio boschivo.

Disponibili a qualsivoglia confronto sugli argomenti trattati, seppure nelle more della emananda legge sulle associazioni sindacali, rimaniamo in attesa di un cortese quanto auspicabile cenno di riscontro a quanto rappresentato, evitando così di ingenerare ulteriore preoccupazione e malcontento nel Personale coinvolto.

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