Il Nuovo Sindacato Carabinieri con la presente esprime la propria contrarietà alla decisione del Capo di Stato Maggiore Difesa di convocare il Cocer interforze a Roma, domani 13 maggio.

Si ricorda che il comma s) dell’articolo 1 del dpcm del 26 aprile dispone che non possono avvenire meeting e/o riunioni di personale delle Forze essenziali, e pertanto non si può non pensare al sacrificio che tutti i Carabinieri e I Militari delle FF.AA. stanno compiendo, in puro senso civico e di responsabilità, non muovendosi da mesi dai comuni e/o regioni dove effettuano servizio per andare a trovare le proprie Famiglie, i propri affetti, per proteggerli e tutelare anche la salute dei Colleghi con i quali lavorano.

L’attività di rappresentanza, essendo priva di ogni manualità, si può esercitare anche in video conferenza e fuori dal servizio, come stanno facendo e dimostrando tutti i Carabinieri impegnati nei Sindacati Militari riconosciuti come il nostro, che stanno dedicando risorse personali, economiche e di tempo, dopo aver svolto il normale servizio d’istituto e contribuito alla sicurezza dei Cittadini Italiani.

Chiediamo al Ministro Lorenzo Guerini e al Generale C.A. Giovanni Nistri di non permettere di minare oltre la credibilità di chi indossa le stellette e rispetta le nostre Istituzioni.

Questa convocazione non farà altro che aumentare ancora di più la repulsione che il personale militare nutre verso una Rappresentanza Militare oramai inutile, autoreferenziale, obsoleta che parla solo a se stessa e gira a vuoto, risultando invisa e impopolare come mai lo era stata.

Riteniamo altresì inutile scrivere al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di cui attendiamo con ansia l’emanazione di quelle famose direttive per regolamentare l’accesso nelle caserme dei Sindacati Militari e che a distanza di 9 mesi dall’emanazione della Circolare del Ministro Trenta del 22 agosto 2019 che apriva le porte ai sindacati militari, si è ben guardato dall’emanare, sperando in un tentativo di affossare e neutralizzare la circolare del suddetto Ministro. Tentativo fortunatamente non riuscito perché i Sindacati Militari stanno regolarmente accedendo nelle caserme e affiggono i loro comunicati nelle bacheche delle caserme con il beneplacito dei Comandanti illuminati che hanno capito che solo i Sindacati Militari si stanno occupando dei diritti dei Militari.

Basta quindi con gli sprechi, basta con gli ostacoli a una reale tutela, aderente ai tempi e proiettata verso un futuro di trasparenza e collaborazione costruttiva, che abbia l’unico scopo di dedicarsi ai diritti dei Colleghi, invece nei fatti osteggiata sempre da una più piccola sparuta minoranza di quella scala gerarchica che cammina con la testa rivolta all’indietro.

In attesa di un cortese cenno di riscontro inviamo i più cordiali saluti

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