Comunicazione della «cessione volontaria di riposi e ferie ad altro dipendente», ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 87, comma 4-bis, decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. – Richiesta disposizioni esplicative ed attuative.

Il Parlamento – in sede di conversione del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 mediante legge 24 aprile 2020, n. 27 – ha introdotto l’importantissima norma in oggetto, esplicitamente connessa con l’emergenza epidemiologica da Covid-19, per la cui concreta introduzione, nell’ambito dei comparti della contrattazione collettiva nazionale, si rimanda alla contrattazione collettiva.

Si tratta quindi di una norma emergenziale che si applica «al fine di fronteggiare le particolari esigenze emergenziali connesse all’epidemia da Covid-19, anche in deroga a quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali vigenti» ai dipendenti di tutte le amministrazioni, i quali «possono cedere, in tutto o in parte, i riposi e le ferie maturati fino al 31 dicembre 2019 ad altro dipendente della medesima amministrazione di appartenenza, senza distinzione tra le diverse categorie di inquadramento o ai diversi profili posseduti», purché la cessione – che deve rispettare i termini temporali previsti per la fruizione delle ferie pregresse, essere a titolo gratuito, non essere sottoposta a condizione o termine e non è revocabile – avvenga in forma scritta, venendo comunicata al dirigente del dipendente cedente e a quello del dipendente ricevente.

A distanza di oltre 10 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della suddetta legge, molti comandi diretti da Ufficiali lungimiranti, informati, responsabili e dotati di iniziativa (dote che non tutti posseggono) stanno già attuando l’art. 4 bis dell’art. 87 del D.L. in oggetto, ricevendo le istanze di “cessione” e di accettazione da parte dei militari che si avvalgono di tale Istituto.

Altri Comandanti di reparto molto più timorosi ed evidentemente non abituati ad affrontare di iniziativa le novità legislative emergenziali del momento, si trincerano dietro il classico “ attendiamo disposizioni dall’alto”, danneggiando la fruizione dell’Istituto e inficiando lo spirito della norma che è temporanea, in quanto limitata nel tempo e cioè fino al 30 settembre 2020.

Non è pertanto possibile perdere altro tempo perché la norma – che non prevede valutazioni dirigenziali né particolari difficoltà applicative, in ordine alla sussistenza delle particolari esigenze di chi intende beneficiare di questo istituto transitorio ed emergenziale – non ha bisogno di disposizioni applicative, si prega voler accompagnare per mano quei Comandanti di Reparto che stanno temporeggiando nell’autorizzare la fruizione delle licenze ordinarie e dei riposi in base ad essa ceduti, emanando una circolare da parte di codesto Comando Generale, con la massima urgenza nei termini di cui sopra, al fine di evitare che si verifichino disparità di trattamento e danni per gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri che sono sotto il Comando di Ufficiali meno risoluti e più indecisi.

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