La segreteria regionale Lazio e la Segreteria Provinciale di Rieti del Nuovo Sindacato Carabinieri hanno rappresentato la violazione di alcune norme e circolari emanate da codesto Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, presso il Comando Provinciale Carabinieri di Rieti e nello specifico, le regole dettate dal “Compendio delle Disposizioni” ove vengo delineate tutte le linee guida circa LE OPERAZIONI – L’ORGANIZZAZIONE – LA LOGISTICA – LA PROFILASSI SANITARIA – L’ASSISTENZA E BENESSERE DEL PERSONALE.

In particolare, pare che:

– non venga misurata la temperatura corporea del personale militare e civile che accede alla Caserma mediante i termoscanner che comunque sono in dotazione;

– il Comandante della Compagnia di Rieti non tenendo conto delle disposizioni dei pacchetti d’ordine emanati dal Superiore Comando Generale Arma Dei Carabinieri, ha emanato una circolare che vieta l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale reperiti in proprio e fa menzione tassativa di utilizzare quelli assegnati per servizio dall’amministrazione. A tal proposito, il Comando Generale nell’uso dei Dispositivi di Protezione, cita che possono essere utilizzati i dispositivi di protezione individuali di proprietà o comunque reperiti in proprio, a patto che non abbiano loghi pubblicitari eccetto quello dell’azienda produttrice. E’ paradossale e privo di ogni senso logico e di ogni giustificazione, che in piena pandemia da Coronavirus, si cerchi di vietare l’uso di dispositivi privati (Mascherine, guanti, gel disinfettanti e igienizzanti), dopo che l’Arma dei Carabinieri (è notizia di oggi ripresa da tutti i giornali) è al momento l’Amministrazione che ha pagato il dazio più alto in termini di colleghi in servizio deceduti (OTTO). Vietare l’uso con apposita circolare in contrasto con le circolari del Comando Generale Arma è inopportuno e ingiustificato visto la carenza dei dispositivi di protezione e pertanto questo Sindacato, a cessata emergenza, sarà obbligato a chiamare alle loro responsabilità i dirigenti che hanno dato disposizioni o ordini del genere, rivolgendosi nelle sedi opportune;

– il Colonnello Sorrentino, Comandante Provinciale Carabinieri di Rieti abbia mostrato un atteggiamento di chiusura nei confronti dei Dirigenti locali e regionali del Nuovo Sindacato Carabinieri, negandosi per sua libera scelta, la possibilità di dire la sua versione dei fatti. In effetti il personale non ha ben capito per quale motivo, a differenza di moltissimi altri che hanno aperto al dialogo e spesso riescono a risolvere criticità grazie alle segnalazioni dei Sindacati Militari, il Comandante Provinciale si sia mostrato chiuso al dialogo, e in un mutismo che certo non giova alla sua figura, esacerbando gli animi in maniera anche incomprensibile, atteso che tra qualche mese, a legge sui Sindacati Militari in vigore, egli allora sarà costretto per legge a confrontarsi con i dirigenti locali con i quali oggi rifiuta il confronto;

Purtroppo la cultura sindacale e il confronto con le stesse OO.SS. non è patrimonio di tutti e comunque, nel richiamare che l’associazione Sindacale è libera, come dettato dall’Art. 39 della Carta Costituzionale e non ha dipendenze gerarchiche nell’esercizio delle proprie funzioni, preme ricordare a titolo di esempio, per dirigenti riottosi al dialogo, che il Capo Della Polizia, Dott. Gabrielli, nel prendere le distanze dal tentativo che vi era stato in Parlamento di inserire una sorta di Scudo o Immunità penale e civile per azioni o omissioni dei dirigenti responsabili della salute e della sicurezza del personale alle proprie dipendenze, aveva tenuto a sottolineare l’importantissima demandata alle Associazioni Sindacali.

Siamo certi che la Segreteria Regionale Lazio e la Segreteria Provinciale di Rieti, hanno l’intenzione di instaurare un rapporto di collaborazione e dialogo con i vertici dei vari Comandi, per risolvere e segnalare eventuali problematiche interne, ma comunque, indipendentemente dall’atteggiamento di chiusura o meno, si rammenta che attualmente in mancanza di legge che regolamenta l’attività sindacale, in materia di condotta antisindacale, vige l’art. 28 della Legge n. 300/70 (Statuto dei Lavoratori).

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