Riferimento lettera del 22 marzo 2020 diretta al Dipartimento delle Pubblica Sicurezza e, per conoscenza, all’Ufficio Rapporti con le Associazioni a carattere Sindacale di codesto Comando.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ribadisce la necessità di adeguare le uniformi di servizio alle esigenze operative che vedono tutto il personale coinvolto nella routine quotidiana sulla scorta delle altre forze di polizia italiane e europee. Chiaramente il concetto di giacca, cravatta e bandoliera è ormai anacronistico ed ergonomicamente pericoloso. Prendendo ad esempio la Gendarmeria Francese (con una tradizione simile alla nostra) si può senz’altro constatare come l’adozione di tee-shirt, felpe, giubbetti e pantaloni tecnici, rispondano non solo a una perfetta mobilità ma anche a una aumentata efficienza e indiscutibile capacità operativa (non bisognerebbe neanche andare lontano, basta prendere a esempio le recenti assegnazioni di vestiario dei Carabinieri Forestali).

Lasciamo le bandoliere, le giacche e le cravatte alle cerimonie e ai giuramenti. Lavorare con un equipaggiamento adeguato non danneggia l’immagine dell’Arma. La sostanza non può essere solo forma.

Inoltre vogliamo ricordare come in tutte le Legioni (come già comunicato con diverse lettere) è stata ribadita la richiesta di adottare le tute OP in sostituzione delle uniformi ordinarie nella situazione emergenziale odierna (anche per i chiari problemi di lavaggio e sanificazione che rispondono alla esigenza di difendere adeguatamente il personale dalla minaccia del virus). Lo chiedono, continuamente, tutti i Carabinieri.

Per quanto riguarda la seconda motivazione di questa lettera, questo Sindacato ritiene che da troppo tempo le Centrali Operative sopportino una situazione insostenibile circa la deficienza organica perfettamente elencata nel decimo pacchetto d’Ordini dell’Ufficio Operazioni di codesto Comando (lettera n.1214/16-18-202 del 14 marzo u.s.) e una inadeguata compensazione economica dello sforzo quotidiano che fa da volano a tutta l’attività dell’Arma Territoriale, come sempre evidenziato nelle parole di tutti i Comandanti.

E’ indiscutibile e indispensabile l’apporto delle C.O. alla proiezione esterna delle nostre pattuglie (raccolta e gestione delle emergenze, coordinamento delle pattuglie sul territorio per la routine o per qualsiasi evento criminoso o di diversa natura, accertamenti sdi, collegamenti con la magistratura, sanità, protezione civile, e tutti quegli enti che ogni intervento richiede), un apporto che non viene adeguatamente compensato tangibilmente. L’azione esterna sarebbe nulla senza il contributo delle Centrali Operative, non riconoscere gli stessi trattamenti è un ossimoro.

Ricordando le ultime indennità introdotte a seguito della emergenza COVID-19, con la previsione anche della doppia diaria nelle ipotesi di doppi turni di servizio di ordine pubblico, non si può non evidenziare come ancora una volta i Carabinieri che svolgono la loro preziosa opera altamente professionale nelle Centrali Operative non la vedano riconosciuta economicamente.

E’ indubbio che una delle cause della deficienza organica cronica delle C.O. e del difficile reperimento di personale che prenda in considerazione l’impiego nelle stesse, sia proprio nel non adeguato trattamento economico che causa, a catena, anche il rigetto delle richieste di trasferimento di quel personale che opera da decenni nei 112, non trovando un ricambio proprio a causa della notevole differenza economica tra gli stipendi e le indennità dei diversi reparti dell’Arma territoriale. La consueta risposta negativa alle aspirazioni di trasferimento da parte dei Comandanti di Corpo circa la tutela della esigenza organica non può cadere sulle spalle e ai danni di chi opera da tempo in un contesto di alto stress come la Centrale Operativa, e con il conseguente peso psico-fisico che varie ricerche hanno già riconosciuto a chi compie servizio in turnazione, notturno e festivo, e per tempi prolungati.

Secondo questo Sindacato è necessario e urgente attribuire al personale impiegato nelle Centrali Operative una indennità giornaliera che non sia minore a quella prevista per i servizi esterni, oltre a un attribuzione economica nel FESI che certifichi quella capacità di coordinamento e gestione delle emergenze che sono tipiche di questo specifico settore (come già in minima parte riconosciuto). Il FESI per la sua natura variabile non può rappresentare una certezza per chi sceglie di lavorare nelle Central Operative.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri continuerà ad offrire la propria collaborazione, come sta facendo a tutti i livelli, e invita il Comandante Generale a rendersi protagonista nei cambiamenti necessari per proiettare l’Arma dei Carabinieri verso un futuro prossimo che continui a vederla protagonista nell’azione di tutela degli Italiani, accogliendo quelle richieste di modernizzazione che tutti i Carabinieri stanno chiedendo e che consoliderebbero quel senso di Unità che ci ha sempre contraddistinti e che è purtroppo scemato in questi ultimi decenni.

Su questo sito Web utilizziamo strumenti proprietari o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report sull’ utilizzo della navigazione (cookie statistici). Noi utilizziamo direttamente cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policyl